Manifestazione castagne e comete, 29 Ottobre 2006
Grazie
di Salvatore Stimolo
Grazie di esserci stati, grazie di cuore. È questa l’unica espressione che vorrei donarvi per la vostra parola, il vostro impegno, per averci creduto e per essere stati con tutti noi, nel segno della solidarietà. Giorno 29 ottobre 2006 alle ore 15:00 nell’oratorio della parrocchia BVA abbiamo dato vita alla prima manifestazione all’insegna della solidarietà: castagne e comete. Erano presenti due CPS rispettivamente dell’Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli e dell’Azienda Ospedaliera Luigi Sacco, che assieme alla parrocchia BVA sono stati i promotori dell’iniziativa. Hanno aderito coloro che tutti i giorni operano sul territorio alla ricerca del benessere dei singoli cittadini italiani e stranieri: il Laboratorio di quartiere, l’associazione Makramè onlus, Custode Sociale Fondazione S. Francesco, la Fondazione Don Gnocchi l’associazione NAGA e l’associazione Polisportiva Bonola Boys. E’ stato bello ritrovarsi e conoscersi attraverso momenti ludici. A volte si parla cosi tanto di risocializzazione, spesso però capita che l’argomento trattato rimanga cristallizzato attorno a delle tavole rotonde, appiccicato addosso ai corpi degli addetti ai lavori, mentre invece questi ultimi dovrebbero, e nella mischia mi ci metto pure io, attivarsi di più e oltrepassare quei confini farciti di burocrazia e parole, per permettere a chi non ha la capacità, di stare in mezzo, di parlare, di essere ascoltati. Questi sono obiettivi che nella manifestazione del 29 sono stati raggiunti, come? Con la curiosità di esserci, la voglia di fare, senza strafare con i concetti e le riunioni, cosi, senza pretese. La giornata, gradevole anche da un punto di vista climatico, è stata contornata da una Super Gimkana, che ha visto come protagonisti molti bambini e i rispettivi genitori che, sgolandosi e ridendo, hanno fatto sì che quei piccolini mettessero in mostra tutta la loro capacità per primeggiare e vincere. Secondo un mio parere, osservando la gioia, l’agonismo benevolo e l’emozione che traspirava da ogni singolo bambino, nessuno è stato sconfitto, tutti, dal primo all’ultimo hanno vinto. Vittoria per l’impegno, vittoria per essere stati con noi, vittoria per la partecipazione. Nel frattempo, mentre loro correvano evitando birilli e seguendo tracciati a spirale disegnati sul terreno, chi più di altri esprimeva emozione e gioia di esserci, era don Roberto, che tra una corsa e l’altra trasportava noi adulti verso quella dimensione che a volte perdiamo di vista: la semplicità di vedere il mondo, anche per un giorno, per un’ora, con gli occhi dei nostri bambini. Spesso ignorando quel mondo, siamo inglobati da spirali, metaforiche, che ci trascinano nello stress della vita quotidiana, assumendo cosi aspetti distaccati che ci allontanano dalla solidarietà. Non tutti però, perché in quell’occasione anche noi adulti abbiamo giocato, basta una palla e via, tutti in campo per il triangolare di calcetto a sette. L’arbitro federale in prima linea, le squadre in divisa e non sono mancate le sgomitate, i gol e falli presunti. Un tris di squadre ben amalgamato: la sofferenza psichica, si perché la squadra dei Bonola Boys è formata da ragazzi con problemi psichiatrici; l’assistenza, la squadra degli infermieri dell’ospedale San Carlo e la preghiera, i chierichetti della parrocchia BVA. Il triangolare lo ha vinto la squadra dei Bonola Boys, secondi gli infermieri dell’ospedale San Carlo e terzi i Chierichetti. Il condimento di queste due imprese agonistiche, era composto di profumi di carne alla brace e di castagne e poi le bancarelle dei gruppi di riabilitazione e risocializzazione dei due CPS. I ragazzi del gruppo decoupage hanno esposto i lavori che durante l’anno producono all’interno del servizio, cosi pure le ragazze del gruppo cucito. Inoltre dalla Sicilia, una cooperativa di ragazzi con problemi psichiatrici, che si occupano della lavorazione di prodotti agricoli, ci hanno spedito i loro prodotti e anche quelli sono stati esposti. Il tutto, con dei contributi, sempre all’insegna della solidarietà, è stato messo in vendita. In fine la musica, anche qui ragazzi e ragazze che affrontano giornalmente la sofferenza psichica, hanno dato allegria alla manifestazione, suscitando emozioni varie. E’ stata una giornata per distrarsi dalla solita rutine, per ridere e scherzare, per conoscersi e per intrecciare, giocando, le reti che aiuteranno chi ne ha di bisogno. A proposito di gioco, vi dono una massima zen che bene si adatta alla giornata: “Chi è maestro dell’arte di vivere, distingue poco il lavoro dal suo tempo libero, tra la sua mente e il suo corpo, la sua educazione e la sua ricreazione, il suo amore e la sua religione. Persegue semplicemente la sua visione dell’eccellenza in qualunque cosa faccia lasciando agli altri decidere se sta lavorando o se sta giocando. Lui, pensa sempre di fare entrambe le cose insieme.” Ancora grazie.

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